Snap su Ubuntu: cos’è, perché rimuoverlo e come farlo
Chi inizia con Linux prima o poi si scontra con una domanda fastidiosa: perché quel programma si installa in un modo, e quell’altro in tutt’altro modo? Una delle risposte è Snap, il formato di pacchetto universale creato da Canonical, l’azienda dietro Ubuntu. È presente di default su molte distribuzioni, viene difeso a spada tratta da alcuni e rimosso per principio da altri. Qui trovi tutto: cos’è, dove lo trovi già installato, perché piace e perché no, come togliertelo di torno se hai deciso che non fa per te, e cosa usare al suo posto.
Cos’è Snap e come funziona
Snap nasce per risolvere un problema vecchio quanto Linux: ogni distribuzione ha il suo gestore di pacchetti, le sue dipendenze, i suoi repository. Un programma compilato per Ubuntu non sempre funziona su Fedora senza adattamenti.
Uno snap è un pacchetto che si porta dietro tutte le librerie necessarie per funzionare, comprese quelle di sistema. Scarichi, installi, avvii: niente dipendenze da inseguire a mano.
Il servizio che gestisce tutto si chiama snapd. Le caratteristiche principali:
- Sandbox: ogni snap gira isolato dal resto del sistema, con permessi che puoi controllare (accesso a webcam, microfono, rete, file).
- Cross-distro: lo stesso pacchetto funziona, almeno in teoria, su Ubuntu, Fedora, Debian, Arch e altre.
- Aggiornamenti automatici in background: comodo per chi non vuole pensarci, frustrante per chi vuole decidere quando aggiornare.
Comandi base, se vuoi provarlo:
snap find nome_app # cerca un'applicazione
sudo snap install nome_app # installa
sudo snap refresh # aggiorna tutto
sudo snap remove nome_app # rimuove
snap list # elenca cosa hai installato
👉 Leggi qui: Come installare applicazioni su Linux per distro basate su Debian e Arch
In quali distribuzioni trovi Snap (e dove invece è bloccato)
Qui le idee sono spesso confuse, quindi mettiamo ordine:
- Ubuntu (GNOME) e diverse derivate ufficiali: Snap c’è di serie, e da Ubuntu 22.04 in poi anche Firefox e Chromium sono distribuiti come snap, non più come .deb tradizionale.
- Zorin OS: arriva con snapd preinstallato e supporto Snap pronto all’uso, usato anche per componenti di sistema come i temi grafici ufficiali.
- Linux Mint, in tutte le edizioni (Cinnamon, MATE, Xfce) e LMDE: Snap è bloccato di default dalla versione 20 in poi. Il team Mint non ha digerito che Canonical sostituisse pacchetti .deb con i relativi snap senza chiedere il consenso dell’utente, e ha messo un blocco diretto.
- Bodhi Linux: adotta lo stesso blocco di Mint dalle versioni più recenti.
- Pop!_OS ed elementary OS: non preinstallano Snap, ma essendo basate su Ubuntu, in passato alcuni utenti hanno segnalato che può rientrare tramite dipendenze APT se non lo blocchi esplicitamente. Da verificare sulla versione specifica che usi, perché il comportamento cambia di release in release.
Se sei già su Linux Mint, in pratica, questo articolo non ti serve per “rimuovere” niente: Snap è già fuori. Ti serve solo se vuoi installarlo apposta (sezione finale).
Perché Snap piace a qualcuno
Prima di buttare via tutto, vale la pena essere onesti sui vantaggi reali:
- Principianti: installare un’app senza pensare a repository o dipendenze è oggettivamente più semplice.
- Multipiattaforma: se cambi distro spesso, lo stesso comando funziona ovunque.
- Server: per servizi che vuoi sempre aggiornati con poca manutenzione, Snap è comodo.
- Sicurezza dell’isolamento: la sandbox limita i danni di un’app compromessa.
Perché Snap viene criticato (e non sono solo lamentele da nerd)
Le critiche più ricorrenti, in ordine di quanto le sento ripetere:
1. Centralizzazione su Canonical. A differenza di Flatpak, che si appoggia a repository distribuiti come Flathub, Snap passa solo dallo store ufficiale Snapcraft. Per chi viene dal mondo open source, dove la decentralizzazione è quasi un dogma, questo pesa.
2. Prestazioni e peso. Le app Snap spesso si avviano più lentamente delle equivalenti .deb o Flatpak, perché ogni pacchetto porta con sé librerie ridondanti. Se hai un mini PC con storage limitato o eMMC lento, questo si sente parecchio di più che su un disco NVMe veloce.
3. Aggiornamenti forzati. Si aggiornano in automatico, senza che tu possa scegliere il momento. Comodo per alcuni, fastidioso per chi vuole controllo.
4. Il caso Chromium e Firefox. Su Ubuntu, il pacchetto .deb di Chromium (e dal 2022 anche Firefox) è in realtà uno stub vuoto che richiama la versione Snap. Anche se digiti sudo apt install firefox pensando di installare un .deb normale, ottieni lo snap comunque. È il punto che genera più malumore, perché è una scelta fatta senza chiedere.
5. Il precedente di Linux Mint. Il blocco di Mint dalla versione 20 non è una scelta tecnica neutra: è una presa di posizione esplicita contro questo modello.
Snap, Flatpak, AppImage o pacchetto nativo: quale scegliere
| Formato | Punto forte | Punto debole |
|---|---|---|
| Snap | Centralizzato, aggiornamenti automatici, buono anche su server | Store unico Canonical, avvio più lento |
| Flatpak | Repository distribuiti (Flathub), molto diffuso su GNOME | Configurazione permessi meno immediata per i neofiti |
| AppImage | Nessuna installazione, massima portabilità | Nessuna gestione centralizzata, aggiornamenti manuali |
| .deb / .rpm nativi | Più leggeri, avvio rapido, integrazione perfetta col sistema | Dipendenze legate alla versione della distro |
Se vuoi solo provare un programma una volta, AppImage. Se vuoi un sistema gestito e aggiornato senza pensieri, Flatpak è oggi il compromesso più equilibrato per la maggior parte degli utenti desktop. Se ti serve un servizio sempre aggiornato su un server headless, Snap resta una scelta sensata.
👉 Leggi qui: TuxMate: il “Ninite per Linux” che ti installa oltre 150 app in un clic
Come rimuovere e bloccare Snap su Ubuntu e derivate
Se hai deciso che non fa per te, ecco il percorso completo. Fai un backup prima di iniziare: rimuovere Snap non è una procedura supportata ufficialmente da Canonical, e toccherai componenti di sistema.
1. Verifica la situazione attuale
snap list # elenca gli snap installati
flatpak --version # controlla se Flatpak è già presente
2. Installa Flatpak prima di tutto
Su Ubuntu con GNOME:
sudo apt install flatpak gnome-software-plugin-flatpak
Su Kubuntu/KDE Plasma:
sudo apt install flatpak plasma-discover-backend-flatpak
Aggiungi il repository Flathub:
flatpak remote-add --if-not-exists flathub https://flathub.org/repo/flathub.flatpakrepo
Riavvia la sessione grafica per vedere le app Flatpak nel centro software.
3. Sistema Firefox prima di togliere Snap
Questo è il passaggio dove più persone si bloccano, perché il .deb di Firefox nei repository Ubuntu non è un vero pacchetto: è uno stub che reinstalla lo snap appena lo cerchi con apt.
Opzione consigliata oggi: repository ufficiale Mozilla. Da gennaio 2024 Mozilla mantiene un proprio repository APT, più semplice e più aggiornato del vecchio PPA della community:
sudo install -d -m 0755 /etc/apt/keyrings
wget -q https://packages.mozilla.org/apt/repo-signing-key.gpg -O- | sudo tee /etc/apt/keyrings/packages.mozilla.org.asc > /dev/null
echo "deb [signed-by=/etc/apt/keyrings/packages.mozilla.org.asc] https://packages.mozilla.org/apt mozilla main" | sudo tee -a /etc/apt/sources.list.d/mozilla.list > /dev/null
echo '
Package: *
Pin: origin packages.mozilla.org
Pin-Priority: 1000
' | sudo tee /etc/apt/preferences.d/mozilla
sudo apt update && sudo apt install firefox
Il blocco di pin (Pin-Priority: 1000) è quello che impedisce ad APT di reinstallarti lo stub Ubuntu al primo aggiornamento.
👉 Leggi qui: I migliori browser per Linux: quale scegliere
Opzione alternativa: Firefox come Flatpak.
flatpak install flathub org.mozilla.firefox
Più semplice da impostare, ma alcuni utenti segnalano integrazione leggermente meno fluida con temi e cursori del sistema rispetto al .deb nativo.
Se avevi già usato la versione Snap e vuoi recuperare segnalibri e dati, copia il profilo prima di rimuoverla:
mkdir -p ~/.mozilla/firefox/
cp -a ~/snap/firefox/common/.mozilla/firefox/* ~/.mozilla/firefox/
4. Rimuovi gli snap installati
snap list
Rimuovi le app una a una, partendo da quelle utente e lasciando per ultimi i componenti di base (core20, core22, bare):
sudo snap remove nome-pacchetto
5. Ferma e rimuovi snapd
sudo systemctl stop snapd
sudo systemctl disable snapd
sudo apt purge -y snapd
6. Pulisci la cartella snap nella tua home
rm -rf /home/NOMEUTENTE/snap
Sostituisci NOMEUTENTE con il tuo nome utente. È solo pulizia disco, se non ti dà fastidio lo spazio occupato puoi anche saltare questo passaggio.
7. Blocca la reinstallazione automatica
Questo è il passaggio che rende il lavoro definitivo. Senza, APT può rimettere dentro snapd come dipendenza di qualcos’altro.
sudo nano /etc/apt/preferences.d/nosnap.pref
Incolla:
Package: snapd
Pin: release a=*
Pin-Priority: -10
Salva e chiudi. È letteralmente lo stesso meccanismo che Linux Mint usa di default dalla versione 20: non stai inventando un trucco fragile, stai replicando quello che una distribuzione intera ha scelto come comportamento standard.
Come tornare indietro, se cambi idea
sudo rm /etc/apt/preferences.d/nosnap.pref
sudo apt update
sudo apt install snapd
Per il plugin GNOME Software dedicato agli snap:
sudo apt install gnome-software-plugin-snap
Dopo un riavvio, il sistema torna “alla Ubuntu” con Snap pienamente funzionante.


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Vale la pena farlo?
Dipende da cosa cerchi. Ha senso rimuovere Snap se vuoi un sistema vicino alla filosofia Debian classica, non ti piace l’idea di un negozio di app centralizzato e proprietario, o preferisci gestire tutto con .deb e Flatpak.
Non ne vale la pena se non hai un motivo specifico oltre al fastidio generico: è manutenzione in più nel tempo, perché Ubuntu integra sempre più funzioni legate a Snap. In questo caso, spesso è più semplice partire da una distribuzione che nasce già senza Snap, come Linux Mint, piuttosto che disintossicare Ubuntu da zero.
👉 Leggi qui: Distrowatch: come funziona e quale distro Linux scegliere
FAQ
Snap è sicuro?
Sì, l’isolamento in sandbox è pensato proprio per limitare i danni di un’app compromessa. Il problema per molti non è la sicurezza, ma il controllo: aggiornamenti automatici e store unico Canonical.
Posso usare Snap e Flatpak insieme sullo stesso sistema?
Sì, sono indipendenti e possono convivere senza conflitti. Molte distro li installano entrambi di default.
Se rimuovo Snap, perdo le app già installate in quel formato?
Sì, vanno reinstallate nell’equivalente Flatpak, AppImage o .deb prima di rimuovere snapd, altrimenti resti senza quel programma.
In breve
Snap non è il diavolo e non è la soluzione perfetta: è una scelta di design con dei compromessi precisi, fatta da Canonical per Ubuntu. Se ti dà fastidio quanto basta da volerlo togliere, ora hai la procedura completa per farlo senza romperti il sistema. Se invece ti va bene così, nessun problema: è comunque utile sapere cosa sta facendo il tuo computer quando installi qualcosa con apt install.
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