elementary OS
elementary OS 8.0.2
elementary OS è la distribuzione che punta tutto sul design: desktop Pantheon proprio, ispirato all’eleganza di macOS, con un AppCenter "pay-what-you-want" a sostegno degli sviluppatori indipendenti. (per testarla, puoi impostare anche 0 dollari)
Requisiti minimi
Testato su
Link affiliato. Prezzo e disponibilità potrebbero variare.
Cosa c’è di nuovo nell’ultima versione?
elementary OS segue le LTS di Ubuntu come base, con point release di rifinitura nel mezzo.
+ Stack hardware più recente da Ubuntu, kernel aggiornato con supporto driver ampliato
+ Mesa aggiornata, con supporto Vulkan più recente e compatibilità hardware estesa
+ Menu impostazioni rapide rivisto, con nuove opzioni (es. "Impedisci sospensione")
+ Portale screenshot/screencast migliorato, con selezione più precisa di finestra o schermo da catturare
+ Piccole rifiniture a editor di testo integrato e gestione scorciatoie da tastiera
Una cosa importante da sapere, diversa da quasi tutte le altre distro di cui abbiamo scritto: non esiste un avanzamento automatico tra versioni major di elementary OS. Se passi da una versione a quella successiva (es. da 7 a 8), va fatta una reinstallazione da zero, non un upgrade in-place. Pianifica sempre un backup completo prima.
Cosa offre elementary OS?
elementary OS è una distribuzione che ha fatto del design la sua unica vera bandiera. Usa Pantheon, un ambiente desktop costruito da zero dal team del progetto (non un fork di GNOME o KDE), con un’estetica deliberatamente vicina a macOS: dock minimale, pannello superiore pulito, animazioni curate, pochissime distrazioni visive.

La scelta di design più radicale, e anche la più discussa nella community Linux, è la mancanza di personalizzazione. Niente temi, niente posizione libera della dock, niente di quello che su altre distro è dato per scontato. È una scelta deliberata: il team preferisce un’esperienza coerente e curata su tutta la linea, invece di lasciare ogni dettaglio in mano all’utente.
C’è poi l’AppCenter, il negozio applicazioni proprio del progetto, con un modello “pay-what-you-want”: puoi scaricare le app gratis o lasciare un contributo a tua scelta, che va diretto allo sviluppatore indipendente che ha creato quell’app. È probabilmente l’iniziativa più interessante e meno conosciuta del progetto, un piccolo esperimento di sostenibilità per chi scrive software open source.
Detto con franchezza: non è la scheda che mi entusiasma di più
Diciamolo senza girarci intorno: tra tutte le distro di cui abbiamo scritto finora, questa è quella che mi convince meno sul piano pratico, e te lo dico apertamente invece di nasconderlo dietro un elenco neutro di caratteristiche.

Il problema non è l’estetica, che resta valida e ben fatta. Il problema sono i compromessi che porta con sé: una community piccola, un AppCenter con molte meno app di Flathub o dello Snap Store, e quel limite sull’avanzamento di versione che ti costringe a reinstallare ogni volta che esce una nuova major, un fastidio che nessun’altra distro di questo piano editoriale ti impone allo stesso modo.
Detto questo, ha un suo pubblico reale, e sarebbe disonesto far finta che non esista: c’è gente per cui la coerenza visiva conta più di ogni altra cosa, e per loro elementary OS resta probabilmente la scelta più curata in assoluto su questo fronte specifico.
Problemi comuni e come risolverli
Problema: vuoi personalizzare l’interfaccia (temi, posizione dock) e non trovi le opzioni. Soluzione: non è un bug, è una scelta di design del progetto. Per un livello minimo di personalizzazione aggiuntiva, esistono tool di terze parti come “pantheon tweaks”, non ufficiali e non sempre aggiornati a ogni release.
Problema: cerchi un’app specifica e non la trovi su AppCenter. Soluzione: AppCenter ha un catalogo più piccolo rispetto a Flathub. Puoi comunque abilitare Flatpak/Flathub manualmente per accedere a un catalogo molto più ampio, perdendo però l’integrazione “pay-what-you-want” nativa.
Problema: vuoi passare alla versione major successiva senza reinstallare. Soluzione: non è supportato. Fai un backup completo dei tuoi dati e procedi con un’installazione da zero della nuova versione, accettando che è un passaggio più macchinoso che altrove.
Confronto con le alternative
Zorin OS, di cui abbiamo già parlato, offre più libertà di personalizzazione e un pubblico più ampio, restando comunque attenta all’estetica.
Linux Mint, anche lei già trattata, resta la scelta più sicura se vuoi una community enorme e un sistema testato da milioni di persone, accettando un’interfaccia meno “curata artisticamente” ma più pratica.
Pop!_OS, con il suo desktop COSMIC, gioca su un terreno simile (estetica e cura del dettaglio) ma con un approccio diverso, più orientato a produttività e gaming che a una visione estetica chiusa e coerente.

GMKtec Nucbox G10
AMD Ryzen 5 3500U · 16 GB DDR4 · 512 GB
Scegli questo se vuoi il salto di potenza vero: 8 thread e Vega 8 per desktop Linux completo o server streaming Plex/Jellyfin, con qualche titolo leggero ed emulazione come bonus. Se è il tuo primo mini PC, è quello che consigliamo.

MINISFORUM AI X1-255
AI X1-255 · 32 GB · 512 GB
Scegli questo se cerchi il miglior rapporto qualità prezzo del momento: CPU Zen 4 da 8 core, Radeon 780M che gioca bene anche titoli AAA a 1080p, 32GB di RAM e OCuLink per chi vuole spingersi oltre, tutto sotto i 700€.

Raspberry Pi 4
Quad-Core Cortex A72 · 4 GB LPDDR4 · 64 GB
Scegli questo se ti serve un piccolo server sempre acceso per casa (Pi-hole, Home Assistant) o vuoi provare Batocera per il retrogaming fino a PS1/Dreamcast. Consumi minimi, sempre pronto.
A chi la consiglio (e a chi no)
La consiglio a chi metterebbe la coerenza visiva e il design al primo posto tra le priorità, sopra qualsiasi altra considerazione tecnica, e a chi apprezza l’idea di sostenere sviluppatori indipendenti tramite l’AppCenter pay-what-you-want.
Non la consiglio a chi vuole personalizzare il proprio desktop, a chi cerca la community più ampia possibile per risolvere ogni dubbio, e a chi vuole evitare il fastidio di reinstallare il sistema a ogni salto di versione major. Per la maggior parte delle persone che leggono questo sito, altre schede di cui abbiamo scritto restano scelte più pratiche.
Domande frequenti
elementary OS è gratis? Sì, il download è gratuito. Il modello “pay-what-you-want” si applica alle singole app su AppCenter, non al sistema operativo stesso.
Posso personalizzare l’aspetto del desktop? Molto limitatamente per scelta di design. Esistono tool di terze parti non ufficiali per un minimo di personalizzazione aggiuntiva.
Posso aggiornare da una versione alla successiva senza reinstallare? No, non è supportato. Serve un’installazione da zero a ogni versione major, con backup preventivo dei tuoi dati.
È adatta al gaming? Non è il suo terreno. Funziona, ma non aspettarti nessuna ottimizzazione specifica come su Nobara, Bazzite o CachyOS.
Posso tenere Windows in dual boot? Sì, l’installer riconosce Windows già presente e propone l’installazione affiancata, seguendo la procedura con attenzione.
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