Arch Linux

Arch Linux

Arch Linux snapshot ISO mensile (es. 2026.06.01), nessuna numerazione di versione tradizionale

Arch Linux è la base pura da cui derivano EndeavourOS, Garuda, CachyOS e molte altre: nessun desktop preinstallato, nessuna scelta fatta per te, massimo controllo sul sistema.

Basata su
Indipendente
Desktop
nessuno di default — sistema minimale, scegli tu cosa installare (GNOME, KDE Plasma, Xfce, Hyprland, o nessun desktop)
Sito ufficiale
Tipo di rilascio
Rolling Release
Difficoltà
Esperto
Stabilità
Media
Aggiornamenti
Continui (Rolling)
Supporto community
Enorme
Compatibilità Mini PC
Ottima
Gaming
Buono
Privacy
Ottima
Documentazione
Eccellente

Requisiti minimi

CPU
64-bit qualsiasi
RAM
512 MB (ma in pratica te ne servono almeno 2 GB per il sistema live di installazione)
Storage
2 GB (installazione base minima, molto di più con un desktop completo sopra)

Cosa c’è di nuovo nell’ultimo snapshot ISO?

Arch Linux non ha versioni nel senso classico: ogni mese viene pubblicato un nuovo snapshot ISO, che raccoglie i pacchetti più recenti disponibili in quel momento, utile solo per chi installa da zero.

+ Kernel Linux aggiornato all'ultima versione disponibile nei repository
+ Archinstall (l'installer guidato testuale ufficiale) aggiornato, con nuova interfaccia e funzionalità aggiuntive
+ Supporto a nuovi bootloader e opzioni di partizionamento nell'installer guidato
+ Driver NVIDIA aggiornati alle ultime versioni disponibili, con il passaggio ai moduli open per le GPU più recenti
+ Migliaia di pacchetti aggiornati nei repository ufficiali, come ogni mese

Se hai già Arch installata, non scarichi mai un nuovo snapshot ISO: il tuo sistema si aggiorna con pacman -Syu, sempre. Gli snapshot servono solo a chi installa da zero, per partire con pacchetti già recenti invece di scaricare mesi di aggiornamenti subito dopo l’installazione.

Cos’è Arch Linux?

Arch Linux non è una distro con un desktop, delle app preinstallate e un installer grafico che ti guida verso un sistema già pronto. È l’esatto opposto: un sistema minimale, dove parti da un terminale e costruisci tu, pezzo per pezzo, esattamente quello che vuoi. Nessun desktop di default, nessuna scelta fatta per te, nessun software che non hai deciso tu di installare.

È la base su cui sono costruite EndeavourOS, Garuda, CachyOS, PikaOS (anche se quest’ultima parte da Debian con un kernel in stile CachyOS) e tante altre distro di cui abbiamo già scritto su questo sito. Ognuna di quelle prende Arch e ci costruisce sopra qualcosa: un installer comodo, un’estetica curata, ottimizzazioni di prestazioni. Arch “nuda” non ha niente di tutto questo, per scelta filosofica precisa: la libertà totale ha come prezzo l’assenza di qualsiasi assistenza.

Installazione manuale o archinstall: le due strade

Ci sono due modi per installare Arch Linux, e la scelta tra i due dice già molto su che tipo di esperienza vuoi avere:

  • Installazione manuale: segui la guida ufficiale dell’Arch Wiki, passo dopo passo, da terminale: partizionamento, filesystem, bootloader, rete, ogni singolo pezzo a mano. È il modo “tradizionale”, quello che ha reso Arch famosa (e temuta) per anni.
  • archinstall: l’installer testuale guidato, ufficiale e incluso in ogni ISO dal 2021. Ti pone domande in un menu (disco, desktop, bootloader, utenti) e fa il lavoro pesante per te, restando comunque un’interfaccia testuale, non grafica come Calamares su EndeavourOS o Garuda.

Archinstall ha ridotto parecchio la barriera d’ingresso rispetto a qualche anno fa, ma non elimina il concetto di fondo: dopo l’installazione, qualunque strada tu scelga, la manutenzione del sistema resta interamente nelle tue mani.

Considerazione da chi si è documentato ma non l’ha mai installata

Qui voglio essere diretto, perché sarebbe ipocrita scrivere un articolo su Arch facendo finta di essere un utente quotidiano quando non lo sono: non ho mai installato Arch Linux “nuda” sul mio sistema principale, e l’ho studiata per scrivere questo pezzo, non per uso personale.

Il motivo è semplice e, credo, condiviso da molte più persone di quante lo ammettano: io amo capire come funzionano le cose, leggere, documentarmi, sapere cosa succede sotto il cofano. Ma quando si tratta di usare il computer ogni giorno, per lavoro, voglio un sistema che funzioni e non mi richieda di essere il manutentore a tempo pieno della mia stessa infrastruttura. È il motivo per cui il mio sistema principale è CachyOS: stessa base Arch, stesso accesso a pacman e AUR, ma con un installer guidato, un kernel già ottimizzato, e snapshot automatici che mi salvano se qualcosa va storto. Ottengo gran parte della filosofia Arch senza dovermi costruire da zero ogni singolo pezzo.

Questo non è un giudizio negativo su Arch in sé. È semplicemente onesto dire che esiste una differenza enorme tra “voglio capire come funziona Linux” (per cui Arch nuda è un esercizio formativo eccellente) e “voglio un sistema che funzioni bene tutti i giorni senza che io debba essere un sistemista part-time” (per cui le distro Arch-based curate, come quelle di cui abbiamo già scritto, sono semplicemente la scelta più sensata per la maggior parte delle persone, incluso me).

Problemi comuni e come risolverli

Problema: dopo l’installazione hai un terminale nero e non sai cosa fare. Soluzione: è normale, Arch non installa un desktop di default. Devi installarlo tu (GNOME, KDE, Xfce, o quello che preferisci) seguendo la guida ufficiale, o scegliendolo direttamente dentro archinstall durante l’installazione guidata.

Problema: un aggiornamento ha rotto qualcosa e non hai un sistema di rollback. Soluzione: su Arch nuda, gli snapshot non sono configurati di default come su CachyOS o Garuda. Se vuoi questa rete di sicurezza, va impostata tu manualmente con Btrfs e Snapper, prima che ti serva, non dopo.

Problema: vuoi installare un programma e non sai se usare i repository ufficiali o l’AUR. Soluzione: controlla prima i repository ufficiali con pacman. Solo se non trovi il pacchetto lì, passa all’AUR tramite un helper come yay o paru, sapendo che i pacchetti AUR sono mantenuti dalla community, non dal team ufficiale.

Confronto con le derivate

EndeavourOS, di cui abbiamo già parlato, ti dà la stessa Arch con un installer grafico Calamares, restando la più vicina possibile ad Arch “vanilla” nello spirito.

Garuda e CachyOS, anche loro già trattate, aggiungono rispettivamente estetica curata e ottimizzazioni di prestazioni, con reti di sicurezza (snapshot automatici) che Arch nuda non offre di default.

PikaOS, infine, prende un’idea simile a CachyOS ma la applica su una base Debian Sid invece che Arch, per chi preferisce l’ecosistema APT.

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A chi la consiglio (e a chi no)

La consiglio a chi vuole imparare Linux dalle fondamenta, capire davvero ogni pezzo del proprio sistema, e ha tempo e voglia di mantenerlo nel tempo. È un investimento formativo eccellente, probabilmente il migliore che esista nel mondo Linux desktop.

Non la consiglio a chi vuole semplicemente un computer che funziona, oggi: per quello, le distro Arch-based curate di cui abbiamo già scritto (EndeavourOS, Garuda, CachyOS) ti danno gran parte dei vantaggi senza il carico di lavoro di costruire tutto da zero. E aggiungo: se la mia esperienza personale vale qualcosa, sono esattamente il tipo di persona che si documenta volentieri su Arch, ma scegli sempre una sua derivata per l’uso reale.

Domande frequenti

Arch Linux è gratis? Sì, completamente gratuito e open source.

Devo essere un esperto per installarla? Con archinstall il livello di difficoltà è sceso parecchio, ma la manutenzione successiva resta comunque più impegnativa di una distro tradizionale.

Conviene installare Arch nuda o una sua derivata? Dipende dal tuo obiettivo. Se vuoi imparare a fondo, Arch nuda è formativa. Se vuoi un sistema da usare ogni giorno senza pensieri, una derivata curata (EndeavourOS, Garuda, CachyOS) è quasi sempre la scelta più sensata.

Esiste un sistema di rollback se qualcosa si rompe? Non di default. Va configurato manualmente con Btrfs e Snapper, a differenza di alcune sue derivate dove è già pronto.

Posso tenere Windows in dual boot? Sì, ma va configurato manualmente il bootloader: non c’è un installer grafico che lo fa per te come su altre distro.

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6 Commenti

  1. “Non la consiglio a chi vuole semplicemente un computer che funziona” – Non sono d’accordo con questo punto di vista perchè con Arch tutto funziona, grazie anche al Kernel aggiornatissimo, difetti zero.
    Per la manutenzione, io mi sono fatto preparare dall’IA Gemini degli script automatici che scrivendo solo una parola scelta nel terminale, fanno tutto loro in automatico, alla perfezione.
    Con Arch, scordatevi i difetti, mi ha persino riportato in vita un portatile HP Compaq Presario CQ 60 del 2008, dove molte altre distro blasonate hanno fallito.
    Più di così…

    1. Ciao Riccardo, grazie del commento.

      Il Compaq del 2008 tornato in vita è un ottimo esempio di dove Arch dà il meglio. Installi solo quello che ti serve, e su hardware così datato fa tutta la differenza del mondo.

      Sul punto che contesti però resto della mia idea, e anzi mi sembra che il tuo stesso racconto la confermi. Non ho scritto che Arch non funziona, funziona benissimo. Ho scritto che chiede qualcuno che se ne occupi. Tu infatti ti sei fatto preparare degli script di manutenzione su misura: ottima soluzione, ma è esattamente il tipo di lavoro che chi vuole solo accendere il PC e mettersi a lavorare non farà mai. È lo stesso motivo per cui io uso CachyOS: stessa base, ma senza dovermi fare da sistemista part-time.

      Domanda sugli script automatici: ogni tanto Arch richiede un intervento manuale prima di aggiornare (lo annunciano su archlinux.org/news), quindi conviene che lo script controlli le news o che tu ci dia un’occhiata prima di lanciarlo. E se sei su Btrfs, uno snapshot prima di ogni aggiornamento ti salva la giornata quando qualcosa va storto.

      Se hai piacere, racconta cosa fanno di preciso i tuoi script: sono curioso, e penso lo siano anche altri lettori.

      1. Non mi dirai che CachyOS non devi mai aggiornarlo…
        Pure Debian richiede aggiornamenti saltuari.
        Su Arch Linux girano tante falsitá: si rompe, richiede una manutenzione continua…
        Arch Linux si rompe se la rompi tu, non si rompe da sola, l’unico discorso è che essendo una distro rolling release, richiede aggiornamenti più frequenti, tutto qui.
        Gli script che mi ha preparato Gemini sono perfetti, fanno tutto automaticamente: sincronizzano i repository, aggiornano i mirror, scaricano gli aggiornamenti e poi effettuano una pulizia completa, di tutto, pacchetti orfani e pulizia di Journal compresi, in nemmeno un minuto, sai che difficoltá… 😀

      2. Ancora una cosa: “senza dovermi fare da sistemista part-time.”
        Aprire il terminale, scrivere la parola “manutenzione”, inserire la password e dare invio per lanciare uno script automatico, è fare il “sistemista part-time”? 😀
        Dai su, non esageriamo. 😉

        1. Riccardo, sul “sistemista part-time” ti do ragione, scrivere una parola nel terminale non è fare il sistemista. 😀

          Il punto però è un altro: tu sai cosa chiedere a Gemini (o ad altre IA in generale) e sai cosa fa lo script. Chi vuole solo un PC che funziona no, ed è a lui che mi riferivo nell’articolo.

          Potresti aggiungere allo script un controllo delle news di Arch prima di aggiornare.(sempre se magari non lo hai già fatto) Il 22 settembre l’aggiornamento di mkinitcpio richiedeva un intervento manuale per chi usa dischi cifrati con TPM2, e lì un aggiornamento alla cieca poteva lasciarti col PC che non parte.

          Per il resto, se Arch ti dà questa soddisfazione, tienitela stretta. Alla fine anche io con CachyOS sono più che contento, quindi siamo sulla stessa barca. 😉

          1. Cosa credi, che Gemini non controlli le news di Arch? 😄
            Gemini sa tutto e ti suggerisce uno script automatico da incollare nel file bashrc, in pochi secondi e poi alla fine ti chiede pure di testarlo e di fargli sapere se funziona bene.
            Poi ti chiede pure se vuoi fare altro scrivendoti pure altri suggerimenti.
            Se io avessi dovuto fare tutto questo leggendo 3000 pagine di Arch Wiki, ci avrei messo almeno 10 anni. 😄
            Oltretutto tutto questo lo fai solo una volta ad Arch appena installato e poi basta, non è che crei nuovi script tutti i giorni.
            Dopo il Computer potrai usarlo per fare tutto quello che vuoi, senza nessun difetto.
            Arch ha una grandissima affidabilitá, sin da subito, non è come Debian Trixie che fino a un po’ di tempo fa crashava se inserivi una chiavetta USB o non si spegneva se lo accendevi e lo spegnevi quasi subito…
            Con Arch, questi difetti sono impensabili.

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