Linux Mint

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Linux Mint 22.3 Zena

Linux Mint è la distro più adatta a chi viene da Windows: stabile, leggera, niente snap forzati, supporto fino al 2029

Basata su
Ubuntu 24.04 LTS (Noble Numbat)
Desktop
Cinnamon, MATE, Xfce
Sito ufficiale
Tipo di rilascio
Stabile
Difficoltà
Facile
Stabilità
Alta
Aggiornamenti
LTS — 5 anni
Supporto community
Enorme
Compatibilità Mini PC
Ottima
Gaming
Buono
Privacy
Ottima
Documentazione
Eccellente

Requisiti minimi

CPU
Intel o AMD 64-bit
RAM
2 GB (4 GB consigliati)
Storage
20 GB (100 GB consigliati)

Testato su

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Cosa c’è di nuovo in Zena rispetto a Zara

Zena è la quarta e ultima release della serie 22, sempre su base Ubuntu 24.04 LTS (Noble Numbat) ma con kernel 6.14. Niente terremoti, solo il solito lavoro di rifinitura che il team Mint fa bene da anni.

+ Menu applicazioni ridisegnato, con sidebar più personalizzabile
+ Cinnamon aggiornato a 6.6, con gestione tastiera/lingue migliorata e primi passi seri su Wayland
+ Due tool nuovi: System Information e System Administration, per leggere hardware e configurare il sistema senza terminale
+ Nemo (file manager) con ricerca più precisa e supporto alle espressioni regolari
+ Aggiornamenti minori a Timeshift, Warpinator, Hypnotix e Mint Backup

Supporto garantito fino ad aprile 2029. Se vieni da Mint 22.1 o 22.2, l’aggiornamento tramite Gestore Aggiornamenti è una formalità: nessuna sorpresa, nessun motivo per restare indietro.

Perché Linux Mint è la scelta giusta se vieni da Windows

Non c’è molto da inventare su Mint, ed è proprio questo il punto: fa una cosa, e la fa meglio di chiunque altro. È la distro che consiglio per primo a chiunque mi scriva “voglio lasciare Windows ma non voglio impazzire”.

Il motivo è semplice. Mint prende Ubuntu, gli sistema sotto un’interfaccia (Cinnamon) pensata per chi ha usato Windows tutta la vita: menu Start, barra delle applicazioni in basso, system tray, tutto dove te lo aspetti. Niente snap di default (sostituiti da Flatpak), niente sorprese strane nei pacchetti, e una community enorme che significa una cosa molto concreta: qualsiasi problema tu abbia, è quasi certo che qualcuno l’abbia già risolto e scritto da qualche parte.

Verdetto: se devi scegliere una sola distro per iniziare, senza overthinking, è questa. Non è la più veloce, non è la più bella, non è la più “smart”. È quella su cui hai meno probabilità di incartarti, e quando inizi è quello che conta davvero.

Cinnamon, MATE o Xfce: quale scegliere

Mint arriva in tre edizioni, stessa base, interfaccia diversa. La scelta dipende dall’hardware che hai, non dai gusti.

DesktopRAM a riposoIdeale per
Cinnamon700-1300 MBPC recenti, Mini PC fascia media e alta
MATE550-700 MBVia di mezzo, macchine con 4-8 GB di RAM
Xfce350-500 MBPC datati, sotto i 4 GB di RAM

Se hai un mini PC moderno o un portatile recente, vai dritto su Cinnamon: è l’edizione di punta, quella che riceve le novità prima, ed è anche la più vicina visivamente a Windows. Su hardware più datato MATE resta un ottimo compromesso, mentre Xfce ha senso solo se stai davvero spremendo un PC con anni sulle spalle.

Come sempre questi numeri cambiano in base a servizi attivi e kernel installato. Se hai dubbi, una live USB ti dice in cinque minuti cosa gira meglio sulla tua macchina.

E la versione LMDE? (Linux Mint Debian Edition)

Esiste anche una quarta strada, meno conosciuta: LMDE, la stessa interfaccia Cinnamon ma costruita su Debian invece che su Ubuntu, senza passare da Canonical.

Il senso pratico è duplice: da un lato è una specie di “piano B” nel caso Ubuntu cambiasse rotta in modo indigesto per il progetto Mint, dall’altro elimina dalla catena un livello (Ubuntu) a chi preferisce restare il più vicino possibile alla fonte. In cambio perdi qualcosa: meno driver proprietari pronti all’uso, supporto hardware più recente leggermente meno rifinito, community più piccola rispetto all’edizione principale.

Verdetto: per il 95% delle persone, soprattutto chi viene da Windows, la Mint normale (su base Ubuntu) resta la scelta giusta. LMDE ha senso solo se sai già perché la vuoi, tipicamente per principio o per testare hardware più vecchio dove Debian si comporta meglio.

Prima di installare: la chiavetta USB

Per installare Zena ti serve una USB pronta, almeno 4 GB, con l’ISO ufficiale scritta correttamente. Non ripeto qui tutto il procedimento: trovi la guida completa passo passo qui.

Cosa trovi già installato

Mint arriva pronto all’uso fin dal primo avvio: LibreOffice per documenti e fogli di calcolo, Firefox (versione Deb, non Snap), Thunderbird per la posta, GIMP per le immagini, e i codec multimediali principali già pronti o a un click di distanza durante l’installazione.

Ci sono anche gli strumenti storici del progetto: Timeshift per gli snapshot di sistema, Mint Backup per i tuoi dati personali, Warpinator per trasferire file in rete locale senza cloud, e il Centro Software con un catalogo curato di applicazioni, sia in formato deb classico che Flatpak.

Problemi comuni e come risolverli

Problema: la GPU NVIDIA non viene gestita dal driver open source e le prestazioni grafiche sono scarse. Soluzione: Mint non installa il driver proprietario NVIDIA di default. Vai su Gestione Driver (Driver Manager), seleziona il driver proprietario consigliato e riavvia. Su laptop con doppia GPU verifica anche le impostazioni di gestione energetica dopo l’installazione.

Problema: dopo un aggiornamento di sistema il Secure Boot blocca l’avvio o disabilita il driver NVIDIA. Soluzione: capita quando il modulo del driver proprietario non è firmato per il Secure Boot attivo nel BIOS. La via più semplice resta disattivare Secure Boot dal BIOS, oppure firmare il modulo MOK quando il sistema te lo chiede durante l’installazione del driver.

Problema: Timeshift non ha fatto nessuno snapshot e un aggiornamento ha rotto qualcosa. Soluzione: Timeshift va configurato la prima volta, non parte da solo in automatico su tutte le installazioni. Apri Timeshift appena finita l’installazione, scegli la posizione di salvataggio (idealmente un disco diverso da quello di sistema) e imposta una pianificazione, prima di iniziare a usare il sistema sul serio.

Confronto con le alternative

Ubuntu è la base di Mint, e resta una scelta valida se preferisci GNOME e l’ecosistema più ampio, con supporto commerciale alle spalle. Ma se vieni da Windows e vuoi un’interfaccia familiare da subito, Mint con Cinnamon è una transizione molto più dolce.

Zorin OS gioca sullo stesso terreno (familiarità per chi lascia Windows), con un’estetica leggermente più curata nella versione gratuita. La community di Mint resta però molto più grande, e questo pesa quando hai bisogno di supporto.

Ufficio Zero, di cui abbiamo già parlato qui, è costruita proprio sopra Linux Mint, con l’aggiunta di driver stampanti e strumenti pensati per uffici e scuole. Se non hai quell’esigenza specifica, Mint “puro” basta e avanza, con una community più ampia.

A chi la consiglio (e a chi no)

La consiglio senza esitazione a chi lascia Windows per la prima volta, a chi vuole recuperare un PC datato senza rinunciare a un sistema moderno e affidabile, e a chiunque voglia una distro su cui non deve pensare troppo per usarla bene.

Non la consiglio a chi cerca il massimo delle prestazioni in gaming o le ultime versioni dei pacchetti appena uscite: per quello servono altre strade, rolling release o distro più orientate al gaming.

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Domande frequenti

Linux Mint è gratis? Sì, completamente gratuito e open source.

Posso provarlo senza installarlo? Sì, la ISO si avvia in modalità live da USB, puoi usarlo così prima di decidere se installarlo.

Posso tenere Windows in dual boot? Sì, l’installer di Mint riconosce Windows già presente e propone l’installazione affiancata senza toccare i tuoi dati, a patto di seguire la procedura con attenzione.

Serve un antivirus su Mint? No, non nello stesso senso di Windows. Restano comunque valide le normali buone pratiche: aggiornamenti regolari e attenzione a cosa installi e da dove.

Qual è la differenza pratica con Ufficio Zero? Ufficio Zero è Mint con driver stampanti e strumenti per uffici/scuole già pronti. Se non ti serve quello, Mint normale va benissimo.


Per la guida completa all’installazione passo passo, le prime configurazioni dopo l’installazione e i problemi più comuni nel dettaglio, vai alla Guida Completa Linux Mint.

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