Linux Mint o Zorin OS: quale scegliere nel 2026
Se stai cercando la prima distro Linux e sei arrivato qui, probabilmente hai già letto che entrambe sono “per chi viene da Windows” e “facili da usare”. Vero, ma non ti aiuta a scegliere. Quindi partiamo da cosa cambiano davvero, dai problemi reali che ciascuna porta, e da quando ha senso pagare la versione Pro di Zorin.
Le versioni attuali: Linux Mint 22.3 (base Ubuntu 24.04 LTS) e Zorin OS 18.1 (stessa base Ubuntu 24.04 LTS, rilasciata aprile 2026).
👉 Leggi qui: Linux Mint: scheda completa
👉 Leggi qui: Zorin OS: scheda completa
Cosa hanno in comune
Prima di stare sul pezzo delle differenze: la base tecnica è identica. Stesso Ubuntu 24.04 sotto, stessi driver, stesso kernel. Su un mini PC AMD o Intel degli ultimi anni entrambe funzionano senza configurazioni particolari. La compatibilità hardware su periferiche comuni (Wi-Fi Intel AX, Bluetooth, stampanti HP/Canon/Epson, webcam USB) è praticamente la stessa. Installano gli stessi pacchetti .deb e Flatpak. Entrambe bloccano Snap di default, cosa che Ubuntu non fa. 👉 Leggi qui: Snap su Ubuntu: cos’è, perché rimuoverlo e come farlo
La scelta tra le due non è tecnica. È di stile, strumenti inclusi e di come reagiscono quando qualcosa va storto.
L’estetica: Zorin parte davanti
Zorin OS 18 Core ha un desktop di default più bello di Linux Mint Cinnamon. Pannello galleggiante con bordi arrotondati, tema coerente, animazioni pulite. Apri la sessione live e sembra un prodotto finito.

Mint Cinnamon di default è funzionale ma esteticamente povero, per scelta direi: icone piatte, tema scuro opaco, nessuna animazione fluida. Non è brutto, è semplicemente anonimo. Se installi Linux per qualcun altro che non sa personalizzare niente, Zorin gli darà subito l’impressione giusta. Con Mint ci vogliono 10 minuti di impostazioni per farlo sembrare decente.
Mint di default è così per una ragione precisa, e ci ho pensato a lungo. La prima è che funziona e basta: nessuna distrazione, nessuna animazione da guardare, apri il PC e lavori. La seconda, che trovo più interessante, è che Mint viene consegnato volutamente neutro perché poi lo personalizzi come vuoi tu. La community online è piena di temi, configurazioni e ispirazioni, e non è difficile trovare qualcosa che ti piaccia. Io stesso ho fatto un video su come trasformarlo completamente:
👉 Come personalizzare Linux Mint
Strumenti inclusi: qui Mint vince
Mint include strumenti suoi che Zorin non ha:
Timeshift è preinstallato e configurato al primo avvio: fa snapshot automatici del sistema, come Time Machine su Mac. Se aggiorni qualcosa che rompe il desktop, torni indietro in tre clic. Su Zorin devi cercarlo, installarlo e configurarlo a mano. Non è difficile, ma per un utente nuovo che non sa ancora cosa sia un backup di sistema, la differenza è concreta.
Mintbackup, mintStick (per creare chiavette USB avviabili), mintUpdate con sistema di priorità degli aggiornamenti. Piccole cose, ma pensate per chi non sa ancora cosa sia il terminale.

Zorin compensi con strumenti diversi: Web Apps trasforma qualsiasi sito in un’app desktop nel menu, utile per chi usa Google Docs o Teams quotidianamente. E riconosce i file .exe di Windows e propone l’alternativa Linux equivalente invece di mandarti a cercare da solo.
Il problema vero di Mint: il fractional scaling
Questo è il punto dove ho visto persone abbandonare Mint frustrate senza capire perché. Se hai un monitor HiDPI (laptop con schermo 2K o 4K, o un mini PC collegato a un 4K), il fractional scaling di Cinnamon su X11 è problematico: a 125% o 150% compaiono artefatti grafici, bordi neri attorno alle finestre, tearing durante lo scroll. I forum ufficiali di Mint sono pieni di thread su questo dal 2024 in poi, con soluzioni parziali ma nessuna definitiva.
La soluzione attuale su Mint: stare al 100% o al 200%, e regolare i font manualmente. Non è elegante. Sul mini PC connesso a un Full HD 1080p normale non è un problema: a 100% si vede tutto bene. Diventa un problema su laptop HiDPI o su chi collega il mini PC a un 4K e vuole interfaccia grande.
Wayland su Mint è ancora sperimentale (opzione di login separata, non il default), con problemi aggiuntivi sui gesti del touchpad e su alcune app.
Il problema vero di Zorin 18: il debutto burrascoso
Zorin OS 18 è uscita nell’ottobre 2025 e la versione di lancio aveva bug segnalati diffusamente: flickering dello schermo su alcuni hardware, crash del gestore file GNOME, glitch grafici al login, problemi con le estensioni GNOME portate dalla versione 17 (il passaggio da GTK3 a GTK4 ha rotto la compatibilità dei temi personalizzati).

La 18.1 di aprile 2026 ha corretto molti di questi problemi. Se installi oggi Zorin OS 18.1 su hardware comune, è un’esperienza stabile. Ma se vuoi zero pensieri al primo avvio, Mint è statisticamente più affidabile su un range più ampio di hardware, perché Cinnamon è un progetto più controllato e prevedibile di GNOME con i layer di personalizzazione di Zorin sopra.
Un dettaglio importante su Zorin da tenere a mente per il futuro: GNOME 50 (previsto con Ubuntu 26.04 LTS) eliminerà completamente X11. Zorin, che si appoggia a GNOME, dovrà adeguarsi. Wayland su GNOME è già stabile, ma è un cambiamento che potrebbe portare nuovi bug sulla prossima versione maggiore di Zorin.
Zorin Lite esiste ancora, ma ancora per poco
Zorin OS 18.1 Lite con Xfce esiste ed è scaricabile. Il team ha però dichiarato ufficialmente che il supporto è garantito fino a giugno 2029, poi Lite verrà dismessa. Da Zorin 19 in poi ci sarà solo Core con GNOME. Chi vuole Xfce potrà installarlo dai repository, ma senza le ottimizzazioni specifiche di Zorin.
Per PC con poca RAM oggi hai ancora entrambe le opzioni: Zorin 18.1 Lite o Linux Mint Xfce. La differenza è che Mint Xfce non ha una data di scadenza dichiarata, mentre Zorin Lite ce l’ha. Se stai configurando un PC vecchio che qualcuno userà per anni, questo pesa.
👉 Leggi qui: 8 distro Linux leggere per far rinascere il tuo vecchio PC
Zorin OS Pro: cosa c’è dentro e se vale €47,99
Il prezzo è una tantum: paghi una volta, hai gli aggiornamenti inclusi per sempre (almeno così dichiarano). Cosa ottieni concretamente nella versione 18.1:
Layout desktop aggiuntivi: nella versione Core hai il layout Windows-like di default. Con la Pro sblocchi altri 8 layout preconfigurati, inclusi quello simile a macOS (dock in basso, menu a sinistra), uno minimale stile elementary OS, e uno compatto per chi vuole massimizzare lo spazio. Sono cambiamenti estetici reali, non skin: cambiano la struttura del desktop.
11 app aggiuntive preinstallate, tra cui:
- Deskflow: condividi tastiera e mouse tra più PC sulla stessa rete (utile se hai mini PC + laptop sullo stesso tavolo)
- Warpinator: trasferimento file in rete locale veloce, lo stesso strumento che Mint include di default
- Easy Effects: equalizzatore e compressore audio per chi fa musica o podcast
- Valot: tracciamento del tempo, per freelance e professionisti
Supporto via email per problemi di installazione.
Vale la pena? Dipende da chi sei. Non è una fregatura: il modello è onesto, la Core gratuita è pienamente funzionale e non ti manca niente per uso quotidiano. I layout extra sono l’unica cosa che non puoi replicare a mano senza lavorarci su. Se vuoi il layout macOS pronto subito e ti piace l’idea di sostenere il progetto con un pagamento diretto, ha senso. Se invece stai solo cercando di uscire da Windows e provare Linux, la Core ti basta.



Chi scegliere in base a cosa
Scegli Linux Mint Cinnamon se il tuo monitor è Full HD 1080p, vuoi il backup automatico configurato dal minuto zero, preferisci un sistema stabile che cambia poco e su cui puoi contare a distanza di anni. È la mia prima scelta per chi installa Linux su un mini PC da usare come desktop principale.
Scegli Zorin OS 18 Core se stai configurando un PC per qualcuno che ha bisogno di sentirsi subito a casa, il desktop piacevole di default fa la differenza nell’adozione, e non hai bisogno di Timeshift configurato automaticamente. Anche se vuoi un’esperienza Wayland più matura rispetto a Mint.
Scegli la Zorin Pro solo se vuoi i layout desktop aggiuntivi o le app bundle, e vuoi supportare economicamente il progetto.
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