CachyOS dopo un anno: com’è andata

Novembre 2025: installo CachyOS sul mio PC con la Radeon 780M integrata, convinto di tenerla un paio di settimane per provarla. È ancora lì. Ci ho lavorato tutti i giorni, ci ho montato i video, ci ho gestito il blog e tutto il resto. In un anno non mi ha mai fatto arrabbiare una volta.

Qui ti racconto com’è andata: cosa funziona, cosa c’è da imparare e a chi la consiglio. Nel video la installo anche passo passo, dalla macchina virtuale al primo avvio.

Perché l’ho scelta

Venivo da Linux Mint. Me l’avevano consigliata in tanti per due motivi: è veloce, ed è Arch senza il mal di testa di Arch. Sul secondo punto avevano ragione subito: installer grafico, qualche clic e in poco tempo sei operativo. Sul primo ti dico tra poco.

Se vuoi sapere cos’è CachyOS, da dove nasce e quali sono i requisiti, trovi tutto nella scheda dedicata.

👉 Leggi qui: CachyOS: Arch Linux ottimizzato per le massime prestazioni

Un anno senza un problema

Quando si parla di Arch, la prima paura è sempre la stessa: aggiorni e il PC non parte più. A me in un anno non è mai successo. Il merito è di due abitudini, nessuna delle due complicata.

La prima sono gli snapshot. Installando CachyOS con Limine e btrfs, che sono le scelte proposte di default, prima di ogni aggiornamento il sistema si fa una “foto” di com’era. Se qualcosa va storto, riavvii, scegli lo snapshot precedente dal menu di avvio e sei tornato indietro. Non l’ho mai dovuto usare, ma sapere che c’è cambia il modo in cui aggiorni.

La seconda è che non aggiorno mai subito. Aspetto una settimana, massimo due. Se esce un aggiornamento con qualche bug, se ne accorge qualcun altro prima di me e nel frattempo lo sistemano. Un po’ è prudenza, un po’ è pigrizia: il mio PC è sempre acceso, lo lascio in standby con tutto aperto, e non ho voglia di riavviare e far ripartire ogni cosa tutte le volte.

👉 Leggi qui: Manutenzione Linux: pulizia, backup e snapshot

La velocità: c’è, e si sente nella reattività

Non aspettarti il PC che raddoppia le prestazioni. Quello che cambia è la reattività: le finestre si aprono prima, il desktop risponde subito, tutto è più scattante. Venendo da Mint la differenza l’ho sentita dal primo giorno.

Il motivo è tecnico ma semplice da capire. Le distribuzioni generiche compilano i programmi in modo che girino anche su un processore di quindici anni fa, quindi non sfruttano le istruzioni delle CPU moderne. CachyOS compila kernel e pacchetti per processori recenti, e su un Ryzen come il mio questa cosa si traduce in un sistema più pronto. Se ti interessano i numeri, abbiamo pubblicato anche un confronto con Fedora e Ubuntu.

👉 Leggi qui: CachyOS, Fedora e Ubuntu a confronto su AMD Ryzen 9

I programmi: ho trovato tutto

Non uso tantissimi programmi, lavoro molto dal browser. Ma quelli che mi servono li ho trovati tutti, e hanno sempre funzionato:

  • Brave come browser principale. Chrome lo tengo solo per le rare volte in cui Brave fa i capricci.
  • Bambu Studio per la stampa 3D.
  • Le macchine virtuali, che uso spesso per provare altre distro.
  • L’intelligenza artificiale in locale, che gira direttamente sul PC.
  • Un programma di montaggio che mi sono fatto io, e prima di quello Kdenlive e OpenShot, senza problemi.

Ci sono distribuzioni che ricevono le versioni nuove dei programmi un po’ prima o le supportano meglio, Fedora per esempio. Io però Fedora non l’ho mai amata. Non chiedermi perché.

Per installare uso Shelly, il gestore grafico di CachyOS: cerchi il programma, clicchi installa e fine. Quando una cosa non c’è, sotto hai Arch e quindi AUR, l’archivio di programmi più grande che esista su Linux. Lo so che di AUR in tanti non si fidano, e un po’ hanno ragione: sono pacchetti caricati dagli utenti, non controllati da Arch. La regola che seguo è semplice: prima i repository ufficiali o Flatpak, AUR solo quando non c’è altro, e solo pacchetti con tanti voti, aggiornati da poco e con commenti puliti.

👉 Leggi qui: Come installare applicazioni su Linux per distro basate su Debian e Arch

Qualcosa da imparare c’è

Non ti racconto che è tutto rose e fiori. Proprio oggi, preparando il video, me ne sono capitate due.

VirtualBox si piantava all’avvio della ISO, sempre nello stesso punto, anche in modalità nomodeset. Ho lasciato perdere e sono passato a GNOME Boxes: due impostazioni, crea, ed è partita al primo colpo.

Installando Boxes, pacman mi ha dato un errore 404 su un pacchetto. Il motivo è proprio la mia regola delle due settimane: il mio elenco dei pacchetti era vecchio e sui mirror quella versione non c’era più. Soluzione: aggiornare tutto con sudo pacman -Syu e installare insieme. Mai aggiornare solo un pezzo del sistema: su Arch è il modo più veloce per romperlo.

Sono cose che su Mint non ti capitano. Però c’è un lato positivo che conta tanto: sotto hai Arch. Qualsiasi soluzione che trovi sull’Arch Wiki vale anche per te, e quello che impari su CachyOS te lo porti dietro ovunque.

👉 Leggi qui: Macchine virtuali su Linux: quale scegliere

A casa ho un po’ di tutto, ma CachyOS resta in cima

Di distribuzioni ne ho provate tantissime, e ancora oggi a casa gira un po’ di tutto:

  • MX Linux sul portatile, leggera e solida.
  • Bazzite sul mini PC sotto la TV, in modalità console per giocare dal divano.
  • Debian sui due PC delle mie figlie, perché lì voglio zero sorprese.

Ognuna fa bene il suo lavoro. Ma per il PC su cui lavoro tutti i giorni, CachyOS per me è quella al top.

👉 Leggi qui: MX Linux: guida completa per un desktop veloce e stabile

👉 Leggi qui: Bazzite

Mint la consigliano tutti. Non basta.

Nei gruppi di Linux Italia la risposta a “che distro installo?” è quasi sempre la stessa: Mint, al massimo con due o tre alternative, come se il resto non esistesse. Lo capisco. Mint è una delle poche distribuzioni dove il terminale non lo apri quasi mai, e per chi arriva da Windows è comodissima.

Però ha dei limiti che chi la consiglia a occhi chiusi tende a non dire:

  • È basata su Ubuntu LTS, quindi programmi e driver sono più vecchi. Su un PC appena uscito qualcosa può non andare al massimo.
  • Su Wayland Cinnamon è ancora indietro: il supporto smette di essere sperimentale solo con la prossima versione, attesa per fine anno.

Per molti va benissimo così. Ma non è l’unica risposta giusta, e a seconda di cosa ti serve ci sono sistemi migliori.

👉 Leggi qui: Linux Mint alternativa: quando cambiare distro e cosa scegliere

Basta litigare sulle distro

Su Reddit è pieno di discussioni infinite: quelli di CachyOS contro quelli di Bazzite, e tutti contro quelli di Mint. Mi fanno un po’ sorridere.

Se hai lasciato Windows o Mac, hai già vinto. Il kernel è lo stesso, i programmi sono quasi tutti gli stessi. Cambia come vengono gestiti gli aggiornamenti e quanto puoi smanettare, ma non cambia chissà quanto. Scegli quella che ti fa stare bene, non quella che vince le discussioni online.

A chi la consiglio (e a chi no)

  • Sì se hai un PC moderno e vuoi un sistema sempre aggiornato, reattivo, con la base Arch ma senza doverla configurare a mano.
  • Sì se giochi: è la distro più usata su ProtonDB, e i pacchetti per il gaming sono già pronti.
  • Sì se vieni da Mint e ti senti pronto a fare un passo avanti.
  • No se arrivi oggi da Windows e vuoi solo browser, email e documenti senza pensare a niente. Parti da Mint o da Debian, e CachyOS tienila per dopo.

Se ti ho convinto a provarla, ho scritto la guida completa a CachyOS: installazione passo passo, dual boot, programmi, aggiornamenti, snapshot e gaming, con le scelte giuste a ogni schermata.

👉 Leggi qui: Guida Completa CachyOS
👉 Leggi qui: Distribuzioni Linux scelte da IncastroPC

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E tu? Usi CachyOS o stai pensando di provarla? Scrivimelo nei commenti.

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