Linux su PS5: cos’è, come funziona e su quali firmware gira

Il 6 marzo 2026, Andy Nguyen, conosciuto online come theflow0, pubblica un video che gira su tutti i canali Linux e gaming: una PlayStation 5 che avvia Steam e fa girare GTA V Enhanced con il ray tracing attivo a 1440p e 60 fotogrammi al secondo. Non è un emulatore, non è una mod grafica: è un vero sistema Linux bare-metal, avviato direttamente sull’hardware Sony al posto del sistema operativo proprietario della console.

Da quel video al rilascio pubblico del progetto sono passate poche settimane. Dall’uscita pubblica a oggi, il supporto si è espanso a velocità sorprendente. Quello che ad aprile 2026 funzionava solo su modelli PS5 Phat con firmware vecchissimi, a luglio 2026 copre firmware fino alla versione 7.61 e include già le PS5 Slim.

Interfaccia Linux in esecuzione su PlayStation 5

Chi è Andy Nguyen e da dove viene questo progetto

Andy Nguyen non è uno sconosciuto nella scena del modding PlayStation. Il progetto ps5-linux include un payload Linux che sfrutta una vulnerabilità dell’hypervisor già patchata da Sony, uno script di build che produce un’immagine avviabile di Ubuntu 24.04, strumenti per l’installazione su SSD M.2 e un’utility per il controllo di frequenze CPU/GPU e curve della ventola. Nguyen ha coordinato diversi contributori tra cui c0w, resulknad, flatz e i team fail0verflow e ps5-payload-dev.

Un dettaglio tecnico che spesso si perde nei titoli: la PS5 non gira su un kernel Linux. Il sistema operativo di Sony è basato su una versione fortemente modificata di FreeBSD. Quello che ps5-linux porta sulla console è una porta Linux genuina, non una modifica di quello che era già presente.

Il repository del progetto è disponibile su GitHub al profilo ps5-linux.

L’hardware della PS5 visto da Linux

Quando Linux prende il controllo della PS5, quello che trova sotto è un PC AMD di tutto rispetto. Una volta avviato il sistema, la PS5 gira come un desktop Linux x86 con accesso a tutti gli otto core Zen 2 (16 thread) fino a 3.5 GHz e alla GPU RDNA 2 fino a 2.23 GHz.

Di default il sistema parte a frequenze più conservative (3.2 GHz CPU, 2.0 GHz GPU) per gestire meglio il calore: la ventola della PS5 è progettata per i profili termici del sistema Sony, non per un carico Linux generico. Un boost mode disponibile porta le frequenze al massimo, ma Nguyen stesso ha avvertito che la PS5 Slim tende a surriscaldarsi in spinta prolungata. Il progetto include strumenti dedicati per gestire frequenze e curve della ventola in tempo reale.

L’exploit permette di avviare Linux senza modificare il sistema originale

Sull’output video e la connettività, il quadro aggiornato al luglio 2026:

  • Video e audio HDMI: 4K a 60 fps, supporto confermato per 1080p, 1440p e 2160p. Il 1440p a 120Hz è stato verificato solo su un monitor specifico (DELL S3225QC).
  • Ethernet: supportata su tutti i modelli tramite driver GBE personalizzato.
  • Wi-Fi: solo chipset Marvell per ora. Chi ha un modello con chipset diverso deve usare un dongle USB.
  • Bluetooth: supportato via chip interno tramite driver XHCI personalizzato. Il controller DualSense funziona sia via Bluetooth interno sia con un dongle.
  • Porte USB: tutte funzionanti.
  • SSD M.2: usabile come partizione Linux dedicata sui firmware 4.xx in su. Sui firmware 3.xx la console non si avvia con l’SSD inserito.
  • Lettore Blu-ray: supportato tramite driver AHCI personalizzato.

Quali firmware sono supportati (aggiornato luglio 2026)

Questo è il punto che cambia più in fretta nel progetto, quindi conviene verificare sempre il repository GitHub prima di fare qualsiasi valutazione sulla propria console.

Con gli ultimi aggiornamenti da parte di nuovi contributori, il supporto è stato esteso fino a includere i firmware 7.61, 7.20 e 6.50, coprendo lungo la strada tutti i 5.xx e i 6.xx. Non solo i modelli originali: alcune PS5 Slim possono adesso girare Linux. A fine aprile il progetto era limitato ai firmware 3.xx e 4.xx, praticamente console rimaste in un cassetto.

Dato chiave: il firmware ufficiale attuale della PS5 è la versione 13.xx. Chi ha tenuto la console aggiornata non è eleggibile per questo progetto. I firmware superiori a 7.61 non saranno supportati, il team lo ha dichiarato esplicitamente. La PS5 Pro parte dal firmware 8.0 e resta fuori.ite

La modifica funziona solo su firmware specifici e non aggiornati

FunPer verificare la propria versione: Impostazioni → Sistema → Informazioni console.

Le prestazioni di gioco: cosa dice Digital Foundry

Digital Foundry ha testato più titoli su PS5 Linux con risultati che hanno sorpreso buona parte della community.

In Black Myth: Wukong, PS5 Linux ha raggiunto il 99.9% delle prestazioni native della PS5 senza boost mode. Abilitare il boost ha aggiunto circa il 3% in più. Digital Foundry ha però precisato che questo è probabilmente un risultato ottimistico: questa parità non è tipica quando si confronta una build per console con un setup Linux che usa driver generici e Proton.

Non tutto va liscio: con Pragmata sono comparsi rallentamenti oltre il livello iniziale, attribuiti all’impossibilità di utilizzare tutta la memoria unificata del sistema. Questo rischia di essere un problema strutturale con le porte PC first-party Sony, che spesso sfruttano al massimo le capacità dell’hardware.

Per l’emulazione, i risultati con RPCS3 (emulatore PS3) sono stati molto positivi: la GPU della PS5 può portare alcuni giochi PS3 a risoluzioni 4K o 5K. Il limite principale resta l’emulazione del processore Cell, non l’hardware AMD.

Sul fronte Geekbench 6, il boost mode produce un punteggio multi-core simile a un AMD Ryzen 5 3600, mentre il punteggio single-core si avvicina a quello di un Intel Core i7-7700. Chi segue IncastroPC e conosce le performance dei mini PC AMD di fascia media sa esattamente a cosa corrisponde.

L’angolo che nessuno cita: AMD Zen 2 e RDNA 2 su Linux

Quello che rende questo progetto particolarmente interessante per chi legge IncastroPC è il profilo hardware. La PS5 monta lo stesso ecosistema AMD, Zen 2 più RDNA 2, su cui si regge una buona parte dei mini PC che trattiamo e recensiamo. Il supporto driver Mesa/RADV per RDNA 2 su Linux è maturo e ben mantenuto, ed è esattamente questo che permette al progetto di funzionare senza costruire driver da zero per tutta la pipeline grafica.

Tra le distribuzioni già portate e testate c’è CachyOS, adattata con Steam Big Picture per un uso orientato al controller. Non è una coincidenza: CachyOS con le sue ottimizzazioni specifiche per AMD ha un rapporto quasi naturale con questo hardware.

Il progetto ha anche una variante commerciale parallela: la scheda AMD BC-250, originariamente venduta per il mining, usa lo stesso hardware della PS5 e non richiede exploit per far girare Linux. Ma costa di più di una PS5 usata con firmware compatibile, e la scena non ha mai decollato come quella di ps5-linux.

Le prestazioni della PS5 con Linux sono paragonabili a un PC moderno

Le distro Linux che girano sulla PS5

Lo script di build ufficiale produce un’immagine Ubuntu 24.04 pronta all’uso, ma il loader è agnostico rispetto alla distribuzione. Linux Mint è stato portato con successo per chi preferisce un ambiente simile a Windows. CachyOS è stato adattato con Steam Big Picture per configurazioni gaming orientate al controller. Qualsiasi distribuzione basata su Debian o Ubuntu può teoricamente essere avviata.

I limiti che è importante conoscere prima

ps5-linux è un soft mod, non un’installazione permanente. Per avviare Linux è necessario rieseguire l’exploit ad ogni sessione. Non esiste il dual boot con il sistema PS5, e la funzione di standby non è supportata. Ogni sessione Linux riparte da zero.

Il processo di setup non è banale: richiede un server DNS locale che reindirizzi il manuale utente della PS5 verso il proprio PC per iniettare il payload, l’uso dello strumento jailbreak separato (umtx2 per i firmware più vecchi), una chiavetta USB o SSD esterno da almeno 64GB, tastiera e mouse USB. Le istruzioni cambiano abbastanza spesso da rendere obsoleti i tutorial in poche settimane.

Il downgrade non è possibile: se la propria PS5 è su firmware 8.0 o superiore, non c’è nulla da fare al momento.

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Ha senso per te?

Se hai una PS5 Phat o Slim su firmware fino a 7.61 e ti piace sperimentare, ps5-linux è un progetto maturo e attivo, con una community in crescita e aggiornamenti frequenti. Per un hardware che altrimenti starebbe prendendo polvere è una seconda vita concreta.

Se la tua PS5 è aggiornata, non puoi accederci e non esiste un percorso di downgrade. Per un setup Linux da gaming stabile senza queste complessità, un mini PC AMD con Radeon 780M o superiore ti dà risultati comparabili ogni giorno, senza reinstallare l’exploit a ogni avvio e senza rischiare di perdere il supporto a ogni aggiornamento Sony.

👉 Leggi qui: Come giocare su Linux: guida a Steam, Proton e Lutris

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Lo sviluppo di ps5-linux negli ultimi tre mesi ha avuto una cadenza che pochi si aspettavano: da firmware 3.xx e 4.xx ad aprile a 7.61 a luglio, con PS5 Slim inclusa. La community sta già spingendo verso firmware 8.xx e oltre.

Il rischio Sony esiste: il codice è su GitHub e i repository pubblici hanno già attirato attenzione. L’azienda potrebbe richiedere la rimozione in qualsiasi momento, anche se la natura del progetto (exploit su vulnerabilità già patchate, non distribuzione di software proprietario) rende il percorso legale meno lineare di quanto sembri.

Tenere d’occhio il repository GitHub del progetto e GamingOnLinux per aggiornamenti è il modo più rapido per restare allineati.

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