Software open source per la scuola: la guida

Nelle scuole elementari e medie italiane oggi trovate quasi sempre Chromebook. Il PNRR ha finanziato l’acquisto di migliaia di dispositivi Google nelle aule, e molte famiglie si sono adeguate senza fare troppo domande. Alle scuole superiori la situazione è più variegata: alcune, soprattutto gli istituti tecnici, stanno adottando Linux. Molte restano su Windows o continuano con l’ecosistema Google. Il punto, però, non è quale sistema usa la scuola di tuo figlio. Il punto è cosa succede ai dati di tuo figlio mentre usa quei dispositivi, e se esiste un’alternativa che funziona meglio, costa zero e non trasforma un bambino in un prodotto.

Questa guida è scritta per i genitori che vogliono capire, per gli studenti che vogliono fare le cose sul proprio PC senza dipendere da Google, e per i docenti che vogliono portare in classe strumenti che rispettano chi li usa. Non è una guida politica. È una guida pratica.

Il problema che nessuno spiega

Google raccoglie dati. Lo fa su tutti i suoi servizi, compreso Google Workspace for Education che viene usato in migliaia di scuole italiane. Il Garante per la Privacy italiano ha sollevato più volte la questione, chiedendo alle istituzioni scolastiche di prestare attenzione a come trattano i dati personali degli studenti, che sono minorenni. I dati raccolti possono includere posizione, attività sul dispositivo, ricerche, video guardati, comportamento nell’uso delle app.

Google dice che i dati degli studenti non vengono usati per pubblicità mirata. Ma la raccolta avviene comunque, i dati vengono condivisi con fornitori terzi per la gestione del servizio, e possono essere ceduti se lo richiede la legge americana. Una scuola italiana che usa Google Workspace sta affidando i dati dei propri alunni a un’azienda con sede negli Stati Uniti, soggetta a leggi diverse dal GDPR europeo.

Non si tratta di complottismo. Si tratta di leggere le condizioni del servizio.

La buona notizia è che esistono alternative che funzionano alla stessa maniera, costano zero, e non chiedono in cambio nulla di quello che tuo figlio fa a scuola.

👉 Leggi qua: Degooglizzazione su Linux: alternative pratiche a Big Tech

Cos’è il software open source e perché cambia tutto

Il software open source è software il cui codice sorgente è pubblico. Chiunque può leggerlo, controllarlo, migliorarlo, distribuirlo. Non ci sono licenze da pagare, non ci sono abbonamenti, non c’è un’azienda che decide quando smettere di supportarlo o quanto farti pagare per la versione successiva.

Per una scuola o per una famiglia questo significa una cosa sola: libertà. Libertà di usarlo su quanti computer vuoi, di non dipendere da un fornitore, di non dover rinnovare nulla ogni anno.

👉 Leggi qua: Cos’è il software open source: la guida semplice per chi non è un tecnico

Scrivere, presentare, calcolare: LibreOffice e OnlyOffice

Se tuo figlio usa Word, Excel e PowerPoint a scuola, LibreOffice e OnlyOffice fanno lo stesso lavoro, gratis, su Linux, Windows e Mac. Sono due strade diverse per lo stesso obiettivo. LibreOffice è la suite più completa, con sei programmi (Writer, Calc, Impress, Draw e altri) e la community più grande. OnlyOffice punta su un altro aspetto: la compatibilità con i file Microsoft è tra le migliori che esistano tra le suite open source, e in più permette di lavorare insieme sullo stesso documento in tempo reale, senza passare dai server di Google.

I file restano compatibili con Microsoft Office in entrambi i casi. Apri un .docx, lo salvi in .docx, e tuo figlio consegna il compito alla scuola senza che nessuno noti la differenza.

Per compiti e tesine normali partirei da LibreOffice: aggiornamenti costanti, community italiana enorme, zero bisogno di account o connessione. OnlyOffice ha senso in più quando in classe si lavora insieme sullo stesso file, per esempio una tesina di gruppo, o quando un documento Word ricevuto dalla scuola deve aprirsi identico fino all’ultimo dettaglio di formattazione: è lì che batte LibreOffice

👉 Leggi qua: Come aprire Word, Excel e PowerPoint su Linux: guida completa

Lezioni online e collaborazione senza cedere i dati a nessuno

Per le videolezioni e i colloqui a distanza, Jitsi Meet o KMeet è l’alternativa a Zoom e Google Meet che non richiede registrazione, non installa niente e funziona direttamente dal browser. Puoi usarlo su meet.jit.si oppure farlo girare su un server proprio se sei un istituto che vuole il controllo totale.

Per una singola videolezione o un colloquio con un genitore, Jitsi o KMeet bastano e avanzano. Ma se sei un insegnante che deve gestire una classe intera, con trenta studenti collegati, serve qualcosa pensato apposta per quello, e qui la scelta giusta cambia: BigBlueButton.

BigBlueButton nasce specificamente per la didattica, non per le riunioni di lavoro adattate alla scuola. Ha una lavagna condivisa dove scrivere e disegnare in tempo reale, permette di dividere la classe in stanze separate per il lavoro di gruppo, e dà all’insegnante strumenti di gestione che Jitsi non ha: silenziare tutti insieme, gestire chi può parlare, tenere sotto controllo una classe numerica senza che la lezione degeneri in trenta microfoni aperti insieme. È lo stesso strumento usato da università e piattaforme di e-learning in tutto il mondo, quindi non stai scegliendo qualcosa di improvvisato.

Per un istituto che vuole installarlo su un proprio server, o anche solo per capire quando ha senso preferirlo a Jitsi, ne parliamo più nel dettaglio qui: 👉 Leggi qua: Videochiamate su Linux: le alternative a Zoom e Teams

Per il cloud, il calendario, la mail e i documenti condivisi, kSuite di Infomaniak è quello che uso come riferimento quando qualcuno mi chiede un’alternativa europea a Google Workspace. È svizzera, rispetta il GDPR in modo serio, e ha una versione gratuita che copre la maggior parte delle esigenze scolastiche.👉 Leggi qua: kSuite di Infomaniak: la suite cloud svizzera

Mappe mentali e schemi: Freeplane e draw.io

Per le mappe concettuali, richieste spesso alle medie e alle superiori, Freeplane è lo strumento giusto: semplice, veloce, multipiattaforma, e attivamente sviluppato. È nato come evoluzione di FreeMind, che molti conoscono, ma Freeplane è quello da usare oggi.

Per schemi più elaborati, diagrammi, flussi logici e mappe strutturate, draw.io funziona sia online che offline, non richiede registrazione e non costa nulla. È quello che usano i professionisti per diagrammi tecnici, e funziona uguale per uno studente di terza media che deve preparare una mappa sulla Seconda Guerra Mondiale.

Studiare sul serio: Anki

Questo è forse il programma più sottovalutato di tutta la lista, e anche il più difficile da spiegare a parole. Anki è un sistema di flashcard basato sulla ripetizione spaziata, la tecnica di studio più efficace che esista per memorizzare vocaboli, formule, date, definizioni. Funziona su Linux, Windows, Mac e smartphone.

La curva di apprendimento è reale: capire cos’è un mazzo, come si crea una card, la differenza tra i tipi “basic” e “basic & reverse”, come funzionano gli add-on, non si intuisce guardando l’interfaccia da soli. Per questo, invece di uno screenshot che da solo non basta, ecco un video che copre tutto il percorso passo passo: installazione, creazione del primo mazzo, creazione delle card e installazione degli add-on.

Il video è del 2022, ma l’interfaccia base di Anki non è cambiata: i passaggi restano validi. Molti studenti universitari di medicina e lingue usano Anki come strumento principale di studio. Uno studente delle superiori che impara a usarlo bene ha un vantaggio enorme rispetto a chi rilegge il libro tre volte sperando che entri.

Il cloud senza Big Tech: kDrive, Proton Drive e Nextcloud

Per una famiglia con bambini, la priorità è avere qualcosa che funziona subito, senza installare server o configurare niente. kDrive di Infomaniak fa esattamente questo: crei un account, hai spazio gratuito, e i file restano su un server svizzero che rispetta il GDPR. Stessa logica per Proton Drive, dell’azienda dietro ProtonMail: gratuito nel piano base, cifrato, zero configurazione. Per un genitore che vuole solo un posto sicuro dove il figlio salvi i compiti senza passare da Google Drive, uno dei due basta e avanza

Nextcloud è un passo oltre: è Google Drive che installi tu, sul Mini PC di casa o su un server affittato da un provider europeo. Per una scuola che vuole dare agli studenti uno spazio condiviso sotto il proprio controllo, senza passare da terzi, è la risposta giusta. Per una famiglia ha senso solo se c’è già qualcuno in casa disposto a occuparsene: aggiornamenti, backup, sicurezza dell’accesso da fuori casa. Se questo non ti spaventa, è l’opzione più libera che esista. Se cerchi solo qualcosa che funziona e basta, kDrive o Proton Drive restano la scelta più sensata.

👉 Leggi qua: kDrive di Infomaniak: come funziona, installazione su Linux e compatibilità

Audio, podcast e registrazioni: Audacity

Audacity è lo standard mondiale per registrare e montare audio in modo gratuito. Perfetto per podcast scolastici, registrazioni di letture, laboratori di lingua, montaggi audio per presentazioni multimediali. Gira su tutto, non costa nulla, e ha più funzioni di quello che serve a una scuola.

Disegnare e creare: Krita e TuxPaint

Per il disegno digitale e le arti visive, Krita è un programma professionale usato da illustratori e fumettisti in tutto il mondo. Non è un giocattolo: è uno strumento serio che funziona benissimo anche per studenti delle superiori con corsi di grafica o design.

Per i bambini delle elementari, TuxPaint è colorato, divertente, pensato per i 3-10 anni, e non contiene pubblicità o tracciamento di nessun tipo.

Raspberry Pi 4

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Quad-Core Cortex A72 · 4 GB LPDDR4 · 64 GB

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Origimagic C4 Air

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Ryzen 5 3500U · 8 Gb DDR4 · 256 GB

WiFi 5, BT5.0 · 3x USB-A 3.2, 1x USB-A 2.0, 1x USB-C 1080, 1x HDMI, 1 DP, 1x Jack audio, 2x Lan, 1x DC-IN

Non disponibile su Amazon

E il sistema operativo? Ufficio Zero è già fatto per le scuole

Se la scuola vuole fare il salto completo, o se un genitore vuole preparare il PC di casa in modo che il figlio lavori in un ambiente sicuro, Ufficio Zero EDU è la distribuzione italiana pensata esattamente per questo. Viene da un progetto italiano, ha tutti i driver delle stampanti già inclusi, è basata su Linux Mint, ed esiste una versione Educational con una categoria scuola nel suo installer automatico di software.

È già pronta. Non serve configurare nulla. Si installa e si lavora.

👉 Leggi qua: Ufficio Zero Linux: la nostra scheda
Se invece il PC è vecchio e lento, Linux è la scelta più intelligente che si possa fare prima di buttarlo. 👉 Leggi qua: 8 distro Linux leggere per far rinascere il tuo vecchio PC

Il mantra

Software gratuito non significa software di serie B. LibreOffice è usato da milioni di aziende, enti pubblici e università in tutto il mondo. Jitsi Meet gira su infrastrutture di organizzazioni internazionali. Nextcloud viene usato da ospedali e ministeri europei. Krita viene usato da illustratori professionisti.

Quello che manca, spesso, non è la qualità dello strumento. Manca l’abitudine. E l’abitudine si costruisce a scuola.

Un figlio che impara a usare LibreOffice invece di Word non sta imparando qualcosa di peggio. Sta imparando a usare uno strumento senza dipendere da un’azienda che può aumentare i prezzi, smettere di supportare la versione, o raccogliere i suoi dati. Sta imparando, senza saperlo, che la tecnologia può essere qualcosa che si controlla, non qualcosa che ti controlla.

Questo è il motivo per cui vale la pena scegliere software open source per la scuola. Non perché sia gratis. Perché è libero. Che poi, come effetto collaterale, il portafoglio ringrazia comunque.
👉 Leggi qua: Quanto risparmi usando Linux? Dai software al costo del PC

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