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ESU o 0patch: come proteggere Windows 10 ora che il supporto è finito

Il supporto di Windows 10 è terminato il 14 ottobre 2025: niente più aggiornamenti gratuiti, niente più patch di sicurezza automatiche. Se hai ancora un PC con Windows 10 e non vuoi o non puoi passare subito a Windows 11, hai due strade reali per restare protetto: il programma ufficiale ESU di Microsoft, oppure 0patch, un servizio di terze parti che promette supporto fino al 2030. Vediamo come stanno davvero le cose oggi.

La novità che cambia tutto per chi vive in Europa

Qui c’è un punto che molte guide online ancora non riportano correttamente: per i privati residenti nello Spazio Economico Europeo, quindi anche in Italia, Microsoft ha reso l’iscrizione a ESU completamente gratuita fino al 13 ottobre 2026. Basta un account Microsoft attivo, senza il backup su OneDrive o altri requisiti che erano previsti inizialmente per il resto del mondo.

Questo significa che, almeno per il prossimo anno, la scelta tra pagare Microsoft o pagare 0patch non si pone nemmeno per la maggior parte degli utenti privati italiani: ESU è gratis, lo attivi da Impostazioni, Windows Update, e ricevi le patch critiche e importanti tramite il canale ufficiale.

👉 Leggi qui: Windows 10 va in pensione: ecco cosa succede e quali alternative

ESU Microsoft: cos’è e cosa serve davvero

ESU richiede Windows 10 versione 22H2 aggiornata, un account Microsoft attivo e l’accesso periodico con quell’account sul dispositivo, almeno una volta ogni 60 giorni, altrimenti gli aggiornamenti si interrompono.

Per i privati in area UE/SEE: gratuito fino al 13 ottobre 2026.

Per le aziende, o per chi è fuori dall’area coperta dalla gratuità: il prezzo resta sui 30 dollari per dispositivo il primo anno per i consumer fuori UE, mentre per le aziende il costo parte più alto e cresce ogni anno di rinnovo.

Il limite di ESU, gratuito o pagato che sia, resta lo stesso: copre solo patch di sicurezza critiche e importanti, niente nuove funzionalità, e soprattutto ha una scadenza fissa al 13 ottobre 2026. Dopo quella data, a oggi, non c’è alcun annuncio di un secondo anno di proroga.

0patch: cosa offre in più

0patch è un servizio di micropatching di terze parti, gestito da ACROS Security, che applica le correzioni direttamente in memoria sui processi in esecuzione, senza bisogno di riavviare il PC. Il prezzo è di circa 25 euro l’anno per dispositivo nel piano Pro per privati e piccole aziende, con un piano gratuito limitato alle patch per vulnerabilità zero-day.

La promessa concreta è supporto a Windows 10 fino al 2030, cinque anni oltre la fine del supporto Microsoft, con possibilità di estensione ulteriore in base alla domanda. 0patch copre anche vulnerabilità che Microsoft ha classificato come “wontfix”, cioè che non intende correggere, e patcha anche software di terze parti come Adobe, Zoom o vecchie versioni di Office non più supportate.

Il limite principale è che resta una soluzione non ufficiale: per ambienti con obblighi di compliance stringenti, alcune aziende preferiscono comunque restare sul canale Microsoft anche a costo più alto.

Quando scegliere uno o l’altro

Per un utente privato italiano oggi, il quadro è semplice: attiva l’ESU gratuito europeo prima di tutto, perché non costa nulla e copre l’anno corrente fino a ottobre 2026.

Il vero bivio arriva dopo: quando l’ESU gratuito europeo terminerà, e se a quel punto non vorrai ancora passare a Windows 11 o a Linux, 0patch a 25 euro l’anno diventa l’opzione più sensata per chi vuole continuare su Windows 10 a lungo termine, perché copre molto più a lungo (fino al 2030) a un costo annuale contenuto.

Per le aziende con compliance stringente, ESU pagato resta la scelta più prudente nonostante il costo più alto, perché è l’unico canale ufficiale riconosciuto.

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L’alternativa che elimina il problema alla radice

C’è una terza strada che nessuna delle due soluzioni sopra risolve davvero: entrambe sono cerotti temporanei su un sistema che Microsoft ha smesso di sviluppare. Se il tuo PC è abbastanza datato da non essere compatibile con Windows 11, passare a una distribuzione Linux leggera elimina il problema invece di rimandarlo: aggiornamenti di sicurezza continui, gratuiti, senza scadenza fissata da nessuno.

👉 Leggi qui: Windows 10: fine del supporto, perché passare a Linux
👉 Leggi qui: Quale Linux scegliere? Guida semplice per non sbagliare

Domande frequenti

Devo fare qualcosa subito se sono in Italia?

Sì: vai su Impostazioni, Windows Update e verifica se compare l’opzione di iscrizione ESU gratuita. Richiede solo un account Microsoft attivo, nessun costo.

Posso usare ESU e poi passare a 0patch in seguito?

Sì, sono soluzioni indipendenti. Puoi usare l’ESU gratuito fino alla sua scadenza e valutare 0patch solo dopo, quando il programma Microsoft terminerà.

0patch sostituisce completamente Windows Update?

No, è un complemento. Copre vulnerabilità specifiche con micropatch mirate, ma non gestisce l’intero ciclo di aggiornamento del sistema come faceva Windows Update quando Windows 10 era ancora supportato.

Vale la pena pagare se il mio PC può comunque passare a Windows 11?

Solo se hai motivi specifici per restare su Windows 10. Se il tuo hardware supporta Windows 11 senza problemi, l’aggiornamento gratuito resta la soluzione più semplice nel lungo periodo.

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