Open Gaming Collective: cos’è e come cambia Linux
Per anni ogni distro gaming su Linux ha risolto da sola gli stessi identici problemi. Bazzite da una parte, Nobara dall’altra, ognuno con le proprie patch al kernel, i propri fix per i controller, la propria versione di Gamescope leggermente diversa da quella del vicino. Stesso lavoro, fatto due, tre, quattro volte, da persone diverse che nemmeno si parlavano tra loro.
L’Open Gaming Collective (OGC) nasce a fine gennaio 2026 proprio per chiudere questo spreco. Universal Blue (il team di Bazzite), ASUS Linux, ShadowBlip, PikaOS, Fyra Labs, ChimeraOS, Nobara e Playtron si mettono d’accordo su una cosa semplice: invece di sette team che rifanno la stessa ruota, un solo kernel condiviso, un solo layer di input, gli stessi pacchetti gaming critici per tutti.
Cosa fanno
Bazzite ha già cambiato pelle per entrare nel progetto: ha abbandonato HandHeld Daemon (HHD) in favore di InputPlumber, lo strumento di input scelto come standard dal collettivo, e ha adottato il kernel OGC condiviso. Con la versione Bazzite 44, uscita ad aprile 2026 su base Fedora 44, il kernel gaming ottimizzato del collettivo (basato su 6.19.10, con lo scheduler BORE che dà priorità ai processi di gioco e il meccanismo LAVD per ridurre la latenza input) è già dentro di serie, insieme a Mesa aggiornato. Nobara ha fatto lo stesso percorso, condividendo le sue patch kernel con il resto del gruppo.
La filosofia dichiarata è “upstream first”: quello che il collettivo sviluppa non resta un fork permanente da mantenere all’infinito, ma viene proposto al progetto originale (kernel Linux, Mesa) così che ne beneficino tutti, non solo i membri OGC. Sul GitHub del progetto trovi già repository attivi con commit recenti su cose concrete: gamescope forkato per allargare il supporto hardware, strumenti per la gestione GPU, pacchetti kernel firmati. Non è slideware, è codice che gira.
Chi ha detto no, e perché
CachyOS e Garuda Linux non hanno aderito. Non per disattenzione: il fondatore di CachyOS, Peter Jung, ha spiegato pubblicamente su Reddit lo scetticismo verso la burocrazia del collettivo, le motivazioni dietro e la composizione stessa dei membri.
Penso che abbia un punto. Un ente che centralizza sviluppo e decisioni suona benissimo finché sei tra i fondatori; molto meno se arrivi dopo e devi accettare scelte prese da altri, tipo quale launcher diventa lo standard o quale kernel patch è “quella giusta”. Bazzite, per dire, sta già testando Faugus Launcher come possibile sostituto di Lutris, con sei mesi di preavviso promessi se diventerà l’opzione predefinita. Chi userà Bazzite tra un anno potrebbe ritrovarsi un launcher diverso da quello con cui ha iniziato, deciso in una sede dove lui non ha voce in capitolo.
Non è un dettaglio da poco per chi sceglie una distro proprio perché vuole controllo, non perché vuole che qualcun altro scelga al posto suo.
Cosa cambia
Se usi Bazzite o Nobara, il vantaggio te lo prendi senza fare nulla: aggiorni il sistema e ti ritrovi kernel, driver e strumenti di input già allineati e condivisi tra i progetti più attivi dell’ecosistema. Meno bug specifici della tua distro, più probabilità che un fix per un controller o una GPU arrivi anche a te, non solo a chi ha lo stesso sistema di chi l’ha scritto.
Se usi CachyOS, come me, oggi non cambia nulla: il progetto continua per la sua strada, con il suo kernel ottimizzato indipendente, e finora questo non ha mai voluto dire compatibilità Proton peggiore o meno cura per il gaming. La compatibilità con Steam Play dipende da Proton, non dal fatto che la tua distro faccia parte o meno di un collettivo.


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Il punto vero non è “quale distro vince”, è che per la prima volta esiste uno sforzo coordinato invece di sette isole scollegate. Che poi funzioni nel lungo periodo, con progetti diversi che devono trovare accordo su scelte tecniche sensibili, è tutto da vedere. Per ora i fatti concreti (kernel condiviso già in produzione, commit attivi ancora a giugno 2026) dicono che non è rimasto un annuncio su un forum.
👉 Leggi qui: Bazzite: la scheda completa
👉 Leggi qui: CachyOS: la scheda completa
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